Tradizione e innovazione

Affermare un modello imprenditoriale che coniuga tradizione e innovazione nei processi di produzione nel vigneto come in cantina è il doppio binario sul quale si indirizza la filosofia produttiva di Cottanera. Nei vigneti, coltivati in asciutto, quasi tutti gli interventi sono fatti a mano e la manodopera è principalmente affidata ad una squadra formata da 25 donne.

Le stesse sono poi impegnate nella vendemmia, una tradizione sull'Etna, che Cottanera intende tutelare. Sui 55 ettari di vigneto vengono coltivate sia le varietà autoctone che quelle internazionali, un territorio particolarissimo con un quadro ampelografico di assoluto interesse.

L'Etna è una zona atipica rispetto alla gran parte del territorio siciliano: atipici sono il clima, il suolo e la loro particolare combinazione, con un singolare gioco di equilibri tra i differenti elementi che costituisce la caratteristica principale dei grandi "terroirs" del mondo.

L'elevata piovosità, infatti, consente una maturazione regolare senza stress idrici eccessivi, ma è compensata dal suolo drenante che evita ristagni di umidità e problemi sanitari.

Le temperature relativamente elevate durante il giorno permettono la sintesi dei composti polifenolici ed aumentano la concentrazione del vino, ma il loro rapido discendere durante la notte consente di arrivare a vertici di freschezza aromatica e longevità raramente riscontrabili in vini del Sud.

Le temperature sarebbero leggermente troppo basse per un vitigno tardivo come il Nerello Mascalese ma questo viene compensato dal suolo vulcanico che, riscaldandosi precocemente in primavera, consente di anticipare il germogliamento e la maturazione senza nuocere agli aromi come potrebbe avvenire con temperature piú elevate.

Come succede nei territori più vocati del mondo viticolo questo complesso e perfetto bilanciamento tra gli elementi del terroir si traduce, in modo quasi provocatorio, in vini nei quali l'equilibrio si manifesta attraverso l'esaltazione di ogni carattere percepito dai sensi.

Lorenzo Landi